di: Ruffietta Cari lettori, qualche mese fa vi sarà forse capitato di leggere in sovraimpressione, sulle reti Mediaset, una scritta del tipo: "Cerchiamo famiglie per un nuovo quiz, "Roba da ricchi", per informazioni chiamare..." Ebbene, sono in grado di stroncare il game show in anteprima, visto che mercoledì sera ho avuto l'occasione di assistere alla puntata zero del programma (termine con cui, tecnicamente, si intende la puntata pilota, che non andrà mai in onda, ma che sarà visionata da chi di dovere). Il conduttore era un emozionatissimo (e abbastanza propenso a dimenticarsi le battute) e redivivo (dopo la parentesi a Quelli che il calcio con Simona Ventura) Peppe Quintale, mentre a fargli da spalla come opinionista vi era nientemeno che Raffaello Tonon, il vincitore della seconda edizione della Fattoria. Sono state sei ore di sofferenza. Al gioco partecipavano qualcosa come otto famiglie, che per accedere alla sua seconda fase dovevano rispondere a domande del tipo "Il sultano del Brunei quanti bagni ha a casa sua? 50, 500 o 1000?" Non vi svelo la risposta, potrei farvi stare male. Si trattava ovviamente di figuranti, o più probabilmente di casi umani. Il numero dei nuclei famigliari veniva sfoltito attraverso altri quiz demenziali, per poi giungere alla famiglia finalista, che andava a contendersi il premio con quella vincitrice dell'ultima puntata del game show. La famiglia in questione, composta da padre (Bruce Willis in versione obesa), madre (over 50, ma ancora con velleità da letterina), e figli (due gemelli, vestiti con magliette che sembravano cartelloni pubblicitari - D&G, Rich&famous, e via dicendo), direttamente dal cuore della Ciociaria, secondo gli autori del programma doveva un pò rappresentare il prototipo di quella ideale: figli mammoni, marito vitellone geloso, moglie che a casa fa tutto lei (d'ora in poi li indicherò come i signori G.). I signori G. partecipavano alla fase finale del gioco (sempre consistente in domande cretine) ufficialmente in diretta da Capri, reduci da una settimana in yacht nientemeno che in compagnia di Raffaello Tonon (il soggiorno spettava loro per avere vinto la precedente puntata. Ufficiosamente, invece, erano in collegamento da uno studio di Cologno Monzese). Il cuore del programma non era tanto il quiz, quanto il mostrare ai telespettatori come una famiglia "tipica" italiana reagisse al vivere una settimana da Vip (a Capri la moglie veniva infatti portata a cena da Danny Quinn, il marito aveva a disposizione una massaggiatrice ufficiale, i gemelli firmavano autografi alle giapponesi). Ovviamente, avendo il quiz anche una morale, dopo una settimana i signori G. si rendevano conto che quella era sì vita da nababbi, ma quello che contava davvero era il volersi bene e lo stare uniti. Scusate, mi asciugo una lacrima. Per la cronaca il povero Tonon, che per fortuna sapeva supplire con la sua parlata forbita e fluente ai vuoti di memoria del presentatore, ha dovuto tirare fino a mezzanotte inoltrata, attanagliato dai morsi della fame. Voi lo guardereste mai un programma così? Vi esprimo il mio parere: ma gli autori televisivi si rendono conto che in Italia c'è la recessione e che alcune famiglie non sanno proprio come arrivare a fine mese? Io conosco bene la situazione, visto che, a livelli non gravi, mi sta capitando. Figuriamoci, quindi, se guarderebbero un programma in cui si mostra loro una famiglia su uno yacht, che va a prendere un aperitivo nella piazzetta di Capri alla modica cifra di 100 euro e che va a fare shopping svuotando i negozi e firmando autografi ai passanti. Eppure questo programma, se sarà approvato da chi di dovere, verrà destinato alla prima serata di Canale 5. PS Dimentivavo la fase clou del programma: una sfilata succinta di tutte le mamme delle famiglie in questione e uno spogliarello di una delle letterine di Passaparola (quella francese, per intenderci), per l'occasione dei game show riproposta in versione hostess insieme alla sua collega Michela Coppa.
Tratto da: Tvblog |