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| Notizia del 22 dicembre 2005 - 10:20 |
| Dal fumetto al cinema
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Di personaggi che varrebbe la pena portare sullo schermo ce ne sono molti: Dylan Dog, Martin Mystere, Corto Maltese, Nick Raider, Alan Ford...
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Di: Ferdi Carcavallo
Italian comics movies: da Bonaventura a Zanardi
Negli USA i comics sono diventati la principale fonte di ispirazione per il cinema. In passato non era così, molti tentativi di trasposizione cinematografica dei fumetti, forse a causa dello scarso impegno, si erano rivelati dei fallimenti. Penso a L'Uomo Ragno, Flash Gordon, DIck Tracy, facendo eccezione per Superman. Quando Tim Burton fece BatMan prendendolo molto sul serio le cose cominciarono a cambiare e adesso non si finisce più. In Italia, dove comunque esiste una tradizione di fumetti di tutto rispetto, cosa è stato fatto in questo campo? Il primo fumetto italiano ad umanizzarsi credo sia stato il Signor Bonaventura interpretato nel 1941 da Paolo Stoppa nel film Cenerentola e il Signor Bonaventura, per la regia dallo stesso autore del fumetto Sergio Tofano. Negli anni '60 e '70 fu la volta dei fumetti neri. Il film su Diabolik fu realizzato da Mario Bava nel 1968; un film coloratissimo, pop e psichedelico, quasi un manifesto dell'estetica degli anni '70. A Kriminal di Max Bunker invece furono dedicati ben due film per la regia di Umberto Lenzi (Kriminal, 1966) e Fernando Cerchio (Il marchio di Kriminal - 1968). Anche Satanik, la demoniaca eroina di Max Bunker, ha avuto una trasposizione cinematografica nel 1968 ad opera di Pietro Vivarelli. Si tratta di film non entrati nella storia del cinema ma che oggi sono considerati dei piccoli cult, ed ovviamente pressocchè introvabili. Alle divertentissime strips Sturmtruppen di Bonvi sono stati dedicati due film da Salvatore Samperi; il primo, del 1977, ebbe un buon successo in quanto si inseriva nel filone dei film comici/demenziali di Pozzetto, Toffolo e Boldi, mentre il secondo del 1984 fu un flop. In entrambi, comunque, la satira antimilitarista tipica delle strips e del genio di Bonvi non traspariva per nulla.
Il mitico Tex Willer, l'icona del fumetto italiano, è stato invece portato sullo schermo da Duccio Tessari nel 1985 nel film Tex Willer e il signore degli abissi, interpretato da Giuliano Gemma (Tex) e Flavio Bucci. Il film era un nostalgico western all'italiana che poco aveva delle atmosfere bonelliane.
Da allora si è parlato molto e si è fatto poco, se non qualche accenno o generosa citazione, come il film Dellamorte Dellamore del 1994 di Michele Soavi ispirato ad un personaggio di Tiziano Sclavi (Francesco Dellamorte) che aveva le sembianze di Dylan Dog (dello stesso Sclavi) in quanto interpretato da Rupert Everett, attore preso a modello dai disegnatori del fumetto. Il film è rimasto nell'immaginario di chi l'ha visto per la prezsenza di Anna Falchi nella parte di uno Zombie con le boccie di marmo (rigor mortis?). Da citare, come ultimo esempio, c'è sicuramente PAZ! di Renato de Maria, in cui in maniera molto ossequiosa prendono vita i personaggi del compianto disegnatore Andrea Pazienza come Zanardi e Penthotal, e con loro tutto l'universo di paranoie comico/acide della sua opera.
Il futuro non ci promette molto, se non dei pluriannunciati telefilm su Diabolik, per ora portato in video solo in un videoclip di Tiromancino. Eppure i fumetti italiani che varrebbe la pena di portare sullo schermo ce ne sono molti e di vari generi. Mi vengono in mente, oltre al già citato Dylan Dog per il quale si potrebbe metter su un bell'horror, Martin Mystere, Corto Maltese, Nick Raider o Alan Ford e il gruppo TNT. Ma nel panorama italiano quali sono i registi che potrebbero dirigerli ?
Tratto da: kinemazone.splinder.it |
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