di Landolfix Il mio blog è bellissimo “Il mio blog è bellissimo, nessuno ne ha uno così in Italia”. Se uno pronunciasse una cazzata del genere, verrebbe sepolto da insulti e sberleffi e qualche pacca sulle spalle. Vabene, è bellissimo, ora mettiti tranquillo, stai buono lì che vedrai che tra un po’ ti senti meglio. E togliti la mano da sotto la giacca, ti ho già detto che non sei Napoleone. Dunque a nessuna persona normale, ammesso che ci siano persone normali in rete, potrebbe venire in mente una cosa simile. A meno che non sia uno scherzo, un’iperbole, una figura retorica qualunque. E invece. (Sospiro). E invece, finisce che leggi Repubblica di oggi e trovi un’intervista a Beppe Grillo. Che dice testualmente così: “Il mio blog è bellissimo e farà due milioni di contatti” (congratulazioni). E dice anche che “il solo spazio di democrazia rimasto è la rete” (sbadiglio). Tu lo sapevi che Grillo aveva appena aperto un blog. E stavi pensando di parlarne tra il male e il malissimo. Poi avevi resistito. Perché, insomma, sembrava la solita difesa di casta, che casta poi?, corporativa, che corporazione poi?, e poi ti dicevi ognuno fa il cazzo che vuole sulla rete, questo è il bello, non cominciamo con le solite sterili polemiche. Avevi anche evitato di dire che il blog di Grillo è un po’ triste, con tutti quei commenti firmati nome e cognome, perché nella policy del sito è obbligatorio firmare (mah) (però, per carità, ognuno del suo blog fa quello che vuole) (l'ho già detto?). Ti eri legato le mani per non scrivere che in fondo il blog grillico è il punto d’approdo perfetto per la deriva populista, qualunquista, massimalista, e insomma ista, che da qualche anno a questa parte ha preso Grillo. Avevi resistito a dire che ormai l’uomo scoperto da Pippo Baudo è diventato un santone, un profeta, un professionista dell’indignazione, un maicolmur ante litteram, un demagogo tronfio e noioso. Avevi resistito a sottolineare che la biografia del blog, sì c’è anche la biografia, attacca così: “Beppe Grillo è il più popolare comico italiano”. Il più popolare? Vabbè, ma allora è un vizio. E non finisce lì. Perché uno fa l’alternativo, schifa tutto e tutti, le multinazionali, la pubblicità, la televisione, e poi che ti scrive? (perché se l’è scritta lui, ovviamente). Che ha partecipato “alle più importanti trasmissioni nazionali (Fantastico, Domenica In, Festival di Sanremo), raggiungendo altissimi indici di ascolto”. Più importanti. Altissimi. Sanremo. Poi si autodefinisce con modestia tutta sua “graffiante”, “corrosivo”, uno che affronta i “temi più scottanti”, che “sconvolge i canoni della pubblicità” (ah, ecco), che “batte ogni record d’ascolto”. E via così, fino alle sessanta date del suo tour, beppegrillo.it, che è in partenza e ve lo diciamo, cari miei democratici blogger. A questo punto, quando eroicamente hai resistito a ogni tentazione di perfidia, e ti sei detto “fatti i cazzi tuoi”, e ripetuto “fatti i cazzi tuoi”, finisce che leggi Repubblica e ti cascano le guance. Vedi il suo faccione ammonitore che ti dice: “Prima pensavo che la tecnologia avrebbe distrutto l’uomo. Poi ho scoperto Internet e sono rinato”. Evviva. Applausi. Fiuuu. Meno male. Siamo salvi, la tecnologia non ci annienta. Per un attimo si era temuto il peggio. E invece. Internet ci salverà. Mah. Viene da chiedersi se era meglio prima, quando faceva il luddista, oppure ora che è stato folgorato sulla via del blog. A questo punto, caro Beppe, non rimane che darti il benvenuto nel fantastico mondo dei blog dove, l’hai scritto tu, “non puoi raccontare balle, perché sei subito smascherato”. E tu non ci caschi nel tranello, sei pronto alla pugna: "Mi sento un partigiano nella terza guerra mondiale, quella dell'informazione, sono un guerrigliero". Siete avvertiti. (va bene, d'accordo, ma te l'ho già detto, togliti quella mano da sotto la giacca e mettiti tranquillo, che poi passa). (ah dimenticavo, il mio blog fa schifo, ma è meglio del tuo). “Nel cesso. E per sempre stavolta. E chissenefrega” Lenny Bruce
Tratto da: cicciobandini.splinder.com |