«Sono stato accusato dai buonisti di turno di fare battute da osterie padane, di essere un leghista razzista del Nord che non si preoccupa dei diritti dei più poveri» ha detto Roberto Maroni, intervenendo a Governincontra. «Ma a me questo buonismo non importa, perché se è vero che non esiste una emergenza sicurezza è vero anche che la vera emergenza è l'immigrazione clandestina».
«Per contrastare l'immigrazione clandestina e tutto il male che porta non bisogna essere buonisti ma cattivi, bisogna essere determinati ad affermare il rigore della legge», e ha aggiunto ancora: «Ho capito una cosa: questi vengono perchè è facile arrivare e nessuno li caccia. Ma proprio per questo abbiamo deciso di cambiare musica». Non si tratta di xenofobia, assicura: «Braccia aperte sì ma a chi a diritto a stare. A chi viene per spacciare droga, trafficare in esseri umani o peggio, le porte saranno chiuse».
Le dichiarazioni di Maroni sono una risposta neppure troppo velata alle dichiarazioni dell'ex ministro dell'Interno Pisanu nel quadro generale di appello dalla moderazione e all'impegno lanciato da Napolitano dopo il tragico fatto di Nettuno: «Siamo dinanzi a episodi raccapriccianti che vanno ormai considerati non come fatti isolati ma come sintomi allarmanti di tendenze diffuse che sono purtroppo venute crescendo - aveva detto il presidente -. Rivolgo perciò un forte appello a quanti hanno responsabilità istituzionali, culturali, educative perché si impegnino fino in fondo per fermare qualsiasi manifestazione e rischio di xenofobia, di razzismo, di violenza».
Berlusconi è un uomo senza pregiudizi «ma subisce il peso condizionante della Lega» dice Pisanu in un'intervista al Corriere della Sera. «L'immigrazione è un fenomeno che orienterà i processi economici e sociali dell'Europa per un secolo; non lo si può affrontare con l'orecchio teso alle voci delle osterie della Bassa padana». «Il sonno della ragione genera mostri. Comportamenti aberranti da una parte. Dall'altra misure rivolte a tranquillizzare l'opinione pubblica e a giustificare slogan elettorali». E ricorda come all'epoca in cui si trovavava al Viminale ebbe spesso «la sensazione che la tolleranza zero servisse a giustificare l'intolleranza. L'intolleranza verso l'estraneo, verso chi la pensa diversamente, appartiene ad altre culture o ha altre convinzioni religiose».
Il riferimento a Maroni è stato anche più esplicito: «Purtroppo si è formata una subcultura impressionante, che rende difficile il lavoro anche a chi, come Maroni, vuole affrontare i problemi in modo razionale. Si sono create condizioni in cui ci si ritrova come l'apprendista stregone che non riesce a dominare i fantasmi da lui stesso evocati».
Da qui il «Sono stato accusato dai buonisti di turno di fare battute da osterie padane, di essere un leghista razzista del Nord che non si preoccupa dei diritti dei più poveri» di Maroni. Ma la condanna alla sua risposta è unanime. «Si commenta da solo» risponde Pisanu a chi gli chiede una replica. Incalza Gianclaudio Bressa, vicepresidente dei deputati del Pd alla Camera: «Invece di pensare alla cattiveria si preoccupi di fare il ministro degli Interni portando in Parlamento una modifica della Bossi-Fini che è la principale macchina di produzione di clandestini nel nostro Paese. Se questo Governo non è capace di politiche per l'immigrazione, ma solo di grida propagandistiche, allora dimostra non tanto di avere la faccia feroce ma la faccia ridicola».