Sembrano finalmente tornati gli opposti schieramenti in politica. Da una parte
il Governo Berlusconi, che punta a far ripartire l'economia, o almeno il settore edilizio, consentendo
ai proprietari di ville di costruire una o due stanze in più; dall'altra il Partito democratico del nuovo segretario Franceschini, che, dopo l'assegno di disoccupazione, propone una
tassa straordinaria sui ricchi per aiutare i poveri.
L'idea del leader del Centrosinistra è semplice (ma non originale, visto che è già stata più volte proposta): per aiutare le famiglie in difficoltà con i bisogni primari, a chi ha un
reddito superiore ai 120mila euro verrebbe chiesto un contributo "una tantum" di
due punti percentuali di Irpef. Così, intaccando in maniera impercettibile un numero di contribuenti compreso, secondo Franceschini, tra i
150 e i 200.000, si riuscirebbe a raccogliere una cifra vicina ai
500 milioni per contrastare la povertà estrema.
Incassato l'appoggio del segretario generale della Cgil Epifani, la proposta ha trovato subito un
inatteso sostenitore nel leader della Lega Umberto
Bossi: "Può anche andare bene. In un momento di crisi
chi ha di più è giusto che contribuisca". A sorpresa si dice critico il segretario di Rifondazione,
Paolo Ferrero che la definisce "
elemosina di Stato", mentre atteso era il "no" del Pdl:
Lupi la definisce "una
proposta assurda e demogogica", Brunetta finge di non conoscerne neppure l'autore e il partito prende posizione con queste parole: "Se questa è l'impostazione, il centrosinistra può prepararsi ad almeno altri 10 anni di opposizione".
Ma la proposta di Franceschini è davvero populista o è giusto che siano in più ricchi e fortunati a pagare un po' di più per aiutare chi sta peggio ed è più penalizzato dalla crisi?Dì la tua