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Il diritto di chiamarsi Venerdì - La Cassazione dice no ai nomi strani e a un bambino di due anni il nome viene cambiato d'ufficio. I genitori protestano: e i figli di Totti ed Elkann, Chanel e Oceano?
23 ottobre 2008 - 11:32

Il diritto di chiamarsi Venerdì

 

La Cassazione dice no ai nomi strani e a un bambino di due anni il nome viene cambiato d'ufficio. I genitori protestano: e i figli di Totti ed Elkann, Chanel e Oceano?

 

 

di Redazione

Per la Cassazione Venerdì è un nome «ridicolo, suscettibile di ironia e di scherno, che può arrecare grave nocumento alla persona che lo porta»: il richiamo è al personaggio letterario di Defoe, «figura umana caratterizzata dalla sudditanza e dall'inferiorità che non raggiungerebbe mai la condizione di uomo civilizzato» si legge nella motivazione. Bene ha fatto l'ufficiale dell'Anagrafe a rifiutarsi di scrivere il nome Venerdì sull'atto di nascita.

«Non è giusto non potere scegliere il nome per il proprio figlio, non è giusto che lo Stato possa imporre un nome. Dire che Venerdì è un nome ridicolo è inoltre offensivo, anzi la ritengo una discriminazione. Io e mio marito eravamo indecisi tra Venerdì e Mercoledì, non pensavamo certo a Robinson Crusoe, il libro di Daniel Defoe, dove il personaggio di Venerdì è ritenuto comunque positivo da molti studiosi». Tanto, assicura la mamma: «Per noi si chiama e si chiamerà sempre Venerdì, che è un nome bellissimo».

Il nome del bambino, che ha da poco compiuto due anni, sarà quindi per legge Gregorio, come il santo del giorno in cui è nato, il 3 settembre. E non era l'unico tra cui avrebbero potuto scegliere gli ermellini. A disposizione c'erano anche: Sandalio, Remaclo, Mansueto, Giovanni, Eustachio, Commendatore, Claudio, Bartolomeo, Aigulfo, Crodegango e Marino. Tanto valeva visto che è nato a Genova (o si temevano rappresaglie dalle antiche Repubbliche marinare?).

Tra l'altro sempre di nomi di santi si tratta: va bene che la religione cattolica è la più diffusa in Italia ma tutte le religioni sono tutelate in uno Stato laico (quale il nostro) e avrebbero potuto chiedere ai genitori di sceglierne un altro anziché imporlo come si faceva con i bambini abbandonati. I quali hanno fatto notare:e allora Chanel di Francesco Totti e Ilary Blasi, Oceano di Yaki Elkann e Lavinia Borromeo?

E che cosa devono dire le centinaia di Maria Catena, Maria Bambina (tutte che si fanno chiamare Mary o Mery), Addolorata, Crocefissa, Assunta, Pantaleo, Oronzo e Concepita che vivono soprattutto al Sud? Ma è giusto che lo Stato, non solo vieti un nome ma ne imponga uno di par suo? Del resto se l'apologia di fascismo è reato non lo è chiamare il proprio figlio Benito. E che dire dei genitori che abbinano nomi e cognomi, singolarmente innocui ma dall'abbinamento esplosivo? Si va dai celebri signori Rosa Sederino a Guido La Vespa, a Regina Del Re e Orso Bruno, fino ad arrivare a Bianca Pecora e Pio Bove.