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Come in una favela brasiliana - Uno studente di Napoli filma la montagna di spazzatura sotto al suo balcone. Lui è al sesto piano, la puzza lo costringe a vivere barricato e con l'aria condizionata sempre accesa
31 maggio 2007 - 08:00

Come in una favela brasiliana

 

Uno studente di Napoli filma la montagna di spazzatura sotto al suo balcone. Lui è al sesto piano, la puzza lo costringe a vivere barricato e con l'aria condizionata sempre accesa

 

di Redazione

Piove, fa freschino a Napoli in questi giorni. Si starebbe bene con la finestra almeno socchiusa. Non ha importanza per chi non può aprirla. Succede a I. S. (ma preferisce farsi chiamare col nickname: servantes07), da un mese a questa parte costretto, insieme alla sua famiglia, a vivere sigillato in un appartamento areato forzatamente con aria condizionata. Con quell'odioso ronzio di continuo lì a torturare i timpani.

Se dall'alto del suo sesto piano I., 22 anni, studente universitario, prova ad aprire quelle imposte, un odore acre, una puzza terribile, che prende alla gola, si propaga in ogni angolo della casa. Meglio dunque non cedere a quella tentazione, meglio stare barricati dietro ai vetri, e aspettare. Attendere, speranzoso, il giorno in cui l'aria non maleodorante non sarà più un lusso inaccessibile per i napoletani.

«Da un mese circa la situazione qui a Napoli è diventata insostenibile - ci racconta esasperato I., che vive in una famiglia di 5 persone, in un appartamento ai piani alti di un condominio a Capodichino, Napoli -. Ho voluto riprendere lo spettacolo incivile che vedo dal nostro balcone, per documentare quest'indecenza. Passano a raccogliere i rifiuti ogni 7-10 giorni ormai, e potete immaginare la montagna di spazzatura che si forma in quel periodo. Si sprigiona una puzza tremenda, che attira insetti di ogni tipo. Noi siamo già fortunati, abitiamo in alto, ma non oso pensare a come stanno vivendo i condomini dei primi piani, che hanno anche bambini piccoli».

Di raccolta differenziata, manco a parlarne in questi giorni di emergenza, ci spiega: «Di solito viene fatta regolarmente, ma in questo periodo di emergenza sono pieni anche i cassonetti della differenziata e quindi si sta confondendo la differenziata con quella indifferenziata». Un vero caos, insomma, che arriva a impedire la regolare circolazione delle auto. Ecco dunque nei video la polizia alle prese col presidio dei cassonetti e delle strade, per bloccare l'accesso delle macchine dove la spazzatura ne impedirebbe il passaggio.

E la gente? «La gente è esasperata, basta niente e scattano piccole rivolte, liti, ma è comprensibile: è più di un mese che viviamo così». Come in quelle favelas brasiliane, quelle di cui parla lui stesso durante le immagini del video, con i bambini che giocano a pallone nei giardinetti proprio lì, accanto a montagne di spazzatura marcia.