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| 29 maggio 2007 - 12:07 |
| La «secessione dolce»
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L'Unione ha perso le radici al Nord? Il risultato delle amministrative sembrerebbe confermarlo: qual è il messaggio che l'area più produttiva del Paese lancia da anni alla sinistra?
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Nord, quanto mi manchi!
di Sandro Ruotolo
Che sensazione strana, di quasi disinteresse per i risultati delle elezioni amministrative. Non mi era mai capitato. Sarà che, essendo per me l'esito "scontato", evidentemente questi risultati li ho già metabolizzati. Il dato che mi ha colpito di più è stata la scarsa partecipazione al voto dell'elettorato di centrosinistra. Io stesso non so cosa avrei fatto se si fosse votato nella mia città, Roma. Altro che campanello d'allarme per i leader dell'Unione! Certo, non c'è stata la spallata ma Silvio Berlusconi può cantar vittoria. Ha stravinto nel nord grazie ai candidati leghisti mentre l'Unione che sottolinea la vittoria di Agrigento si dimentica di dire che il neo sindaco è uno dell'Udc che ha cambiato sponda e che a Taranto e a L'Aquila i candidati erano della sinistra radicale. Sia chiaro, non è stato un test sul partito democratico che deve ancora nascere ma ds e margherita escono male dal voto. Come scrive sul Manifesto il vecchio e saggio Valentino Parlato "chi oggi sta al governo eviti di consolarsi nella logica del male minore e si sforzi di capire". La crisi della politica è forte e cambiar rotta è il minimo che si richiede. L'ossessione del centro non porta da nessuna parte.
Tratto da: Il blog di Sandro Ruotolo
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Amministrative 2007
di Marco
UPDATE/2: PRIMO COMMENTO A CALDO. Sembra d’esser tornati indietro di un anno, segno che ancora la CdL non ha ben chiaro un concetto basilare del suo esistere e per le sue possibilità d’esser vincente: il Polo batte l’Unione solo se corre unito. E invece…oggi par d’esser qui a commentare il suicidio annunciato del centrodestra per l’elezione dei candidati degli italiani all’estero: liste separate, sconfitta certa. E’ successo in Sicilia, ad Agrigento, ma anche in altri paesi dell’Isola, dove l’UDC ha fatto i salti mortali pur di dimostrare d’essere indispensabile e ha finito per regalare al centrosinistra una microvittoria che però (vista la loro faccia-tosta) li ha ringalluzziti, mentre avrebbero dovuto semplicemente leccarsi le ferite. No! Ora ci tocca sentire che hanno “conquistato” Erice e che quindi la CdL sta perdendo il sud! Ma andiamo! (per la cronaca: la sinstra in Sicilia, per questa tornata elettorale, partiva da 10 comuni/capoluoghi e ha finito per ribaltare il risultato in 2, quindi attualmente ne arriverà a guidare 12; tutto straordinario quindi?! manco per sogno: vai a ben vedere e scopri che in quei due comuni strappati alla CdL, le sinistre dovranno governare una giunta trasversale in cui l’UDC sarà l’ago della bilancia. Insomma…non proprio da entusiasmarsi! Altra breve considerazione sulla Sicilia: il centrodestra partiva da 24 comuni mentre adesso è sceso a 19. Debacle, si dirà! E invece no, perchè la differenza l’hanno fatta quei comuni le cui amministrazioni saranno guidate da uomini dell’UDC in solitaria. Chiusa parentesi.) In Abruzzo le cose non sono andate molto diversamente: più candidati = sconfitta a L’Aquila. Peccato, perchè si poteva evitare! Come si potevano evitare i ballottaggi a Parma e Taranto. Ma questa è solo una prima analisi… Resta il fatto che questo governo non è in grado di rappresentare il nord produttivo del Paese! Ed è un problema serio! Evidente anche e soprattutto dal fatto che più che interrogarsi sulle ragioni per cui l’Unione ha perso capoluoghi e comuni nel Piemonte e nella Lombardia del calibro di Alessandria, Varese, Vercelli, Monza, Verona ecc, ci propongono la favola del principe che libera Erice dal drago forzista. E’ brutto da dire, ma la realtà non può esser taciuta così: Erice non è Monza. Come L’Aquila non è Varese. Ma l’importante è esser convinti…
UPDATE: visto come stanno andando le cose mi viene una riflessione rapidissima: il centrodestra travolge il centrosinistra al nord, di conseguenza avremo: un governo senza rappresentanti del nord, un futuro partito democratico senza rappresentanti del nord e un Paese che al nord guarda altrove rispetto al governo…tutto normale? si può governare senza una parte (consistente) del Paese? …questa è una vera e propria secessione al contrario! il nord che vuole staccarsi da Roma si ritrova con Roma che vuole disfarsi del nord!
Tratto da: Il pensatore
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