La questione non è più solo politica. Il caso Visconecessita di una svolta, di una soluzione, di una chiarificazione perun solo preciso motivo: la fiducia. Da parte del cittadino. Ma non verso il ministro, perchè ormai è chiaro che dei politici sonorimasti in pochi a credere nella loro buona fede; bensì verso queirappresentanti delle forze dell'ordine, dei finanzieri che hanno suicittadini una grossa responsabilità, e più di tutto, un grande potere. Il rischio, altrimenti, è che si vada perdendo quell'autorevolezza che rende i cittadini rispettosi e gli agenti rispettabili.In ogni modo, va fatta pulizia: o del politico o del generale. E inentrambi i casi si otterrebbe un pensiero positivo (una volta tanto)nei confronti di quel mondo che dovrebbe stare sopra le parti, ma chein realtà si dimentica sempre della parte più debole, finendo perdiventare del tutto autoreferenziale. Sarebbe il segnale di unaesistente capacità di risoluzione dei problemi, di allontanamento deidisonesti, di far qualcosa in concreto per migliorarsi e dare di sè inun'immagine più coerente col ruolo istituzionale che le spetta! Per farla breve: in gioco non c'è una stramaledetta carica politica, ma il rispetto del cittadino verso l'istituzione stessa. Una volta minata la fiducia, anche verso chi ha il potere di controllosui nostri affari quotidiani, diventa difficile controllare ilretropensiero per cui se anche chi controlla è un disonesto, allora sigiustifica il controllato disonesto, che finirà per sentirlo quasi comeun «modo» di difesa da quell'autorità che dovrebbe, ma non fa il suodovere in maniera ligia! Non ci possono essere vie di mezzo e in gioco c'è un interesse superiore: la fiducia! O mente Visco o mentono Speciale e gli altri generali testimoni. O si chiarisce (se c'è stato un equivoco) o qualcuno dovrà chiedere scusa e dimettersi. Ma che non si perda altro tempo, per carità.
http://ilpensatore.wordpress.com/2007/05/25/il-caso-visco-mina-ancor-piu-la-fiducia-verso-le-istituzioni/ |