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Notizia del 27 dicembre 2006 - 12:00
A morte. Ma perché?

 

Saddam Hussein condannato a morte (e solo per una strage, come se non fosse colpevole di genocidio, tirannia e migliaia di esecuzioni...). Giustizia, vendetta o solo eliminazione di un testimone scomodo?

 

 
di: dellefragilicose

La notizia e' confermata. A partire da oggi, ogni giorno puo' essere l'ultimo della vita di Saddam Hussein. La sentenza di morte per impiccagione e' stata confermata ieri dalla corte di appello irachena. Insieme a lui va a morte il fratellastro ed una serie di altri personaggi, a detta della sentenza, implicati del massacro di Dujail.
La sentenza viene pronunciata nello stesso giorno nel quale il numero di militari americani morti in Iraq supera il numero delle vittime accertate nell'attentato alle Twin Towers dell'undici settembre 2001.
L'occasione e' buona per tentare di tracciare un bilancio sull'intera vicenda.
Gia' nelle prime ore successive all'attentato l'intelligence americana, la cui opera di prevenzione si era rivelata nulla, individua, a suo dire, coloro che vengono identificati come colpevoli dell'organizzazione. La situazione storica e quella emozionale erano ideali per la creazione di un grande fronte internazionale ed interconfessionale contro la politica fatta con le bombe ed il terrorismo. La cosa trova parziale realizzazione nel conflitto che vede come vittima l'Afghanistan dei Talebani. Il fronte si frantuma, invece, quando l'oggetto delle attenzioni americane diventa l'Iraq di Saddam Hussein. Alla fine della cruenta invasione, non viene rinvenuta alcuna prova del coinvolgimento iracheno nell'attentato al WTC e nessuna delle armi di distruzione di massa la cui presenza era stata motivo scatenante del conflitto.
A tutt'oggi non mi e' nota alcuna spiegazione ufficiale del perche' l'Iraq sia stato invaso, visto che ci sono altri paesi dove esistono conclamate dittature e che lavorano attivamente per la messa in opera di armi di distruzione di massa. Paesi per i quali gli Stati Uniti ritengono l'opzione militare non praticabile (due nomi per tutti Corea del Nord e Iran).
E' evidente che questa specie di gaffe internazionale, unita al fatto che Bin Laden, colui che e' ritenuto il vero regista degli attentati, non e' mai stato catturato, ha fortemente indebolito la posizione degli Stati Uniti. A questo va aggiunta la recrudescenza dell'attivita' terroristica che sta portando lentamente, ma inesorabilmente, le nostre citta' a diventare delle fortezze presidiate. Quando arriviamo al punto che non e' possibile portare a bordo di un aereo una bottiglietta di acqua minerale c'e' da chiedersi chi stia vincendo veramente questa guerra. La liberta' di cui l'occidente si fa alfiere e promotore, si riduce di giorno in giorno, fino all'assurdo che non e' possibile piu' esibire alcun simbolo religioso.
La scelta da cow boy e' stata un errore. Lo hanno ammesso gli stessi americani quando hanno duramente bastonato il presidente nelle elezioni di meta' mandato, lo dice, seppur utilizzando perifrasi, il nuovo segretario della difesa Robert Gates. Attendiamo che a dirlo siano anche quelli che hanno voluto che il nostro paese entrasse nel conflitto.
Di fronte ad uno scenario di questo tipo, l'esecuzione di Saddam Hussein piu' che una condanna per le sue azioni criminali, suona sinistramente come l'eliminazione di un testimone scomodo oppure come una cieca e rabbiosa vendetta. Recentemente si e' spento un altro uomo al cui nome sono associati delitti terribili. Augusto Pinochet si e' presentato al giudizio del Signore, visto che quello degli uomini e' venuto meno. E' significativo che per quest'ultimo la Casa Bianca non abbia scomodato i marines ne si sia mai peritata di esprimere condanne.
In questa vicenda, c'e' una sola certezza, il nome delle vittime. Il popolo iracheno, quello delle persone che ogni giorno cercano di fare la loro vita in una nazione in balia del terrorismo e dell'incertezza. Dopo anni di terribile dittatura e dopo aver subito il tacco chiodato di un'occupazione militare, tra poco verra' lasciato in balia del proprio destino. La guerra civile che consumera' decine di migliaia di altre vite e' gia' iniziata ed attende solo la partenza dei veri sconfitti per esplodere con tutta la sua violenza.

Tratto da: http://dellefragilicose.blogsome.com