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| Notizia del 15 dicembre 2006 - 16:40 |
| Privatizzare Alitalia conviene. Ma a chi?
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Debiti allo Stato, aerei e rotte ai privati: chi fa l'affare a queste condizioni?
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di dellefragilicose
Privatizzare conviene. Quello che bisognerebbe chiedersi e': a chi?. Stamattina La Padania e Il Manifesto, trovano singolare comunanza d'intenti, titolando sull'indisponibilita' di de benedetti e di benetton a rilevare la compagnia di bandiera, "se le condizioni non cambiano". E' evidente che le condizioni che dovrebbero "cambiare", sono relative soprattutto al taglio dei costi, con riferimento specifico a quelli del personale. Quindi de benedetti e benetton sarebbero disposti a rilevare Alitalia, se prima lo stato si accollasse il problema dei lavoratori in esubero. Ecco, a queste condizioni, chi non la comprerebbe? L'idea dell'imprenditoria italiana sulle privatizzazioni e' molto simile a quella del trentenne scanzonato che mette su casa da solo per scopare in tutta tranquillita'. Poi, pero', pretende dal papa' una mano per pagare il fitto e dalla mamma che gli lavi e gli stiri la biancheria, tutte le settimane. La cosa ha tristi precedenti. Gia' la privatizzazione della Telecom, e' avvenuta con un'interpretazione del capitalismo cosi' bizzarra, che avra' fatto rivoltare come una trottola Adam Smith nella sua tomba. A suo tempo Olivetti compro' la Telecom dallo stato utilizzando i proventi della compagnia che stava rilevando come garanzia per pagarla. Come se uno di noi andasse in concessionaria e pretendesse di avere una macchina dando in garanzia quello che risparmiera' in autobus possedendola. Quindi il concetto che esprime il maturo capitalismo italiano e' quello che e' disposto a rilevare l'impresa pubblica, purche' gli oneri rimangano pubblici e gli onori diventino privati. In questo caso il sogno di de benedetti e di benetton sarebbe che gran parte del disavanzo Alitalia fosse trasferito allo stato, mentre rotte, aeromobili, proprieta' immobiliari e contratti diventassero di loro proprieta'. In queste condizioni siamo tutti magnati della finanza. Quale sarebbe il valore aggiunto che questi grandi capitani d'industria intendono portare se prima di intervenire pretendono che qualcun'altro si accolli il debito? Lo stesso discorso si applica pari pari al concetto di sanita' pubblica. Molti, ammalati di un liberismo inconsapevole ed ingenuo, sono assoluti assertori della totale privatizzazione della Sanita'. Ne ho sentiti mille dire: "datemi quello che mi togliete dalla busta paga, che a pagarmi l'assicurazione ci penso io". Ma qualcuno sa veramente come funzionano le assicurazioni private? Basta guardare negli Stati Uniti. Se una persona ha una patologia cronica che richiede cure costose, non trovera' mai nessuna assicurazione che si assumera' il rischio della sua polizza. Se poi la patologia interviene dopo, quando si e' gia' assicurati, l'assicurazione puo' riservarsi il diritto di non rinnovare il contratto alla scadenza. E vi siete chiesti chi si accolla le spese di queste persone e dei milioni di "cicale" che dopo aver avuto indietro i soldini della sanita' pubblica, invece di fare un'assicurazione, se li sono spesi? La risposta e' semplice: la comunita'. In un sistema nel quale l'assistenza sanitaria e' totalmente privatizzata, la gran parte degli oneri ricade sul pubblico mentre, le polizze pagate dai sani vengono incassate dal privato. Questo comporta la creazione di una sanita' perfetta e funzionante per chi ha sottoscritto carissime polizze blindate (parliamo di decine di migliaia di dollari all'anno) e una sanita' pubblica da terzo mondo.L'eliminazione degli sprechi e' l'ottimizzazione delle procedure e' un obbligo. Se questo puo' venire attraverso una privatizzazione, va benissimo. Se invece si pretende di lasciare lo Stato a pagare i debiti e limitarsi a sedere alla cassa, questo si chiama furto di proprieta' pubblica. Se qualcuno la chiama privatizzazione, vuole prenderci in giro. Tratto da: http://dellefragilicose.blogsome.com/ |
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