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Notizia del 18 novembre 2006 - 09:20
Legge Biagi, che boiata!

 

Diciamo le cose come stanno sulla legge che ha cancellato il posto fisso in questo Paese

 

 
di: dellefragilicose

Legge Biagi, che cagata pazzesca


Prima di cominciare ci vogliono un paio di puntualizzazioni perche' il titolo e' forte e non voglio essere frainteso.
Secondo me, la legge delega 30/2003 non ci azzecca nulla con Marco Biagi. Considerando la formazione e la provenienza culturale della persona, mi viene difficile pensare che avesse potuto concepire un mostro dagli effetti devastanti come questo. Probabilmente qualcuno e' partito dal suo lavoro, lo ha tagliato e cucito a gusto suo e poi ci ha applicato l'etichetta del povero professore per venderlo alla coscienza commossa delle persone. In questo modo, il qualcuno in questione, si e' fottuto il professore due volte. La prima lasciandolo ammazzare con colpevole disinteresse nella protezione della sua persona. La seconda, sfruttandone la morte per vendere a nome di Marco Biagi una riforma che ha favorito unilateralmente una stretta minoranza della popolazione produttiva di questo paese.
Se poi l'intenzione di Biagi era veramente questa, fermo restante l'ossequio per la memoria di un uomo che e' stato falciato a causa delle sue idee ed il rispetto per il dolore dei suoi cari, se uno progetta una cazzata, questa cazzata rimane, anche se chi l'ha progettata muore. Per un motivo o per l'altro, il fatto che la vita di Marco Biagi sia stata presa da mano omicida, non mi puo' impedire di dire che questa riforma e' una delle piu' deleterie degli ultimi trent'anni.

La legge prevedeva una serie abbastanza variegata di strumenti. Qualcuno ha mai sentito parlare di Job on Call o Staff Leasing? No vero? Non mi stupisco. Dal complicato iperuranio platonico di idee che componeva la riforma, l'unica ad essersi incarnata in uno strumento reale e' il famoso, o per meglio dire, famigerato "Contratto a Progetto".
Degno erede del Co.Co.Co, che gia' nel nome suona come una ricca presa per il culo, il Contratto a Progetto fa un salto di qualita'. A differenza del progenitore, non e' piu' uno strumento da usare in casi eccezionali, ma diventa regola. In poche parole se il Co.Co.Co. era un precario, il Contratto a Progetto si sistema, prendendo il posto fisso.
Non lo devo raccontare a voi cosa vuol dire Contratto a Progetto. Vuol dire: "Vieni a lavorare, fai le stesse cose di un normale lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato, senza contributi, senza ferie, senza malattia, senza straordinario. Quando non mi servi piu' te ne vai a cagare e se, per caso, trovi un altro posto prima della scadenza del contratto, per andartene mi devi pagare la penale".
Scusate, ma se al posto della parola penale sostituiamo riscatto, la cosa non incomincia a puzzare di schiavismo?
La riforma ci fu venduta come una sorta di maniera di regolarizzare l'apprendistato, un modo per dare l'opportunita' a giovani appena usciti dagli studi di fare un'esperienza professionale prima di iniziare il lavoro vero. Per quello che vedo e che mi raccontano le cose non sono andate cosi'. Ormai il Contratto a Progetto e' la regola per tutti. Che tu abbia quindici anni di esperienza o ti sia appena diplomato ragioniere, non fa nessuna differenza. Questa e' la zuppa, se ti va la mangi se no ne trovo altri dieci al posto tuo.
Le cose non possono funzionare cosi'. Da sempre, il lavoro temporaneo e' stato retribuito di piu' rispetto all'assunzione a tempo indeterminato. Il motivo sta nel fatto che quando una persona ha un contratto a tempo indeterminato, parte della retribuzione non viene erogata in danaro ma consiste nella certezza che, salvo stronzate da parte del lavoratore e disastri da parte dell'imprenditore, il rapporto continuera' indefinitamente. E' questo che fa la differenza tra un lavoratore dipendente ed un imprenditore. Il lavoratore dipendente rinuncia al maggior guadagno che deriverebbe dalle prestazioni occasionali in scambiandolo con una maggiore continuita' del reddito. L'imprenditore, invece, ha un rischio piu' alto ma viene compensato con guadagni maggiori. Se poi uno e' cosi' pirla da fare l'imprenditore e guadagnare meno dei suoi dipendenti, allora e' un caso clinico e non puo' fare giurisprudenza.
Con il magico Contratto a Progetto le cose cambiano radicalmente. Non c'e' certezza di continuita' e la retribuzione e' piu' bassa. Scusate, ma non e' una presa per il culo?
A me sembra che questo Contratto a Progetto abbia eliminato i vantaggi del lavoro dipendente e spostato sul lavoratore i rischi dell'imprenditore.
Io sono stato comunista. Comunista veramente non come quei coglioni al bromuro che abbiamo votato alle ultime elezioni. La vita e la conoscenza diretta del mondo ex-sovietico, hanno attenuato la rigidita' delle mie posizioni. A me va anche bene che non esista piu' un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Pero' a questo punto diventiamo tutti imprenditori. Tu che hai l'azienda di servizi ed io che faccio le analisi di marketing siamo allo stesso livello. Si fa un contratto di due anni, al termine del quale possiamo decidere se rinnovarlo o meno. Pero' per due anni devo percepire almeno tremilacinquecento euro al mese. Con questi soldi ci pago tasse, contributi e sostentamento. Con quello che resta devo costituire un fondo per il tempo nel quale corro il rischio di non lavorare. Al termine del periodo di contratto le condizioni possono essere rinegoziate. Questo farebbe nascere un vero e proprio mercato del lavoro utilizzando lo stesso meccanismo che ha fatto nascere e sviluppare il mercato di quei coglioni di giocatori di calcio.

Quando ho votato alle ultime elezioni politiche, ho stampato quella croce sulla scheda con una forza tale che poteva essere letta anche da uno scrutatore cieco con il metodo Braille. Era la croce sotto la quale volevo seppellire un'indegna legge elettorale, le leggi fatte a uso e consumo del qualcuno di cui sopra e la legge Biagi. E' per questo motivo che dopo bisticci sulle cariche istituzionali, spartimento di poltrone, tempo perso appresso a taxi, indulto prima fatto e poi abiurato, oscena tarantella intorno ai provvedimenti della finanziaria, mi aspetto che prima di essere meritatamente consegnati alla tenebra eterna, i coglioni al bromuro si diano da fare almeno per legge Biagi e legge elettorale. Non che questo li possa riabilitare, per me sono carne morta. Lo facciano per quel residuo di onesta' che forse e' rimasto nel fondo, ma proprio nel fondo, delle loro anime dannate.

Tratto da: http://dellefragilicose.blogsome.com/