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Notizia del 10 agosto 2006 - 10:25
Anche i ricchi protestano

 

Flavio Briatore acquista intere pagine sui giornali e organizza un galà con gli amici miliardari per esprimere la sua contrarietà alla tassa introdotta dal governatore Soru e gradita al 65% dei sardi

 

 
di Jacobo Iacoboni

PORTO ROTONDO. Poveri ricchi, o insomma, nuovi ricchi. Eternamente guardati con sufficienza, hanno infine deciso di ribellarsi e già che c'erano lo fanno a casa loro, in Costa Smeralda. Li guida «Flaaavio», aspirante imperatore dei due Porti (Cervo e Rotondo) che - è l'ultima - lancia una battaglia contro la «tassa sul lusso» introdotta dal governatore di centrosinistra su barche e seconde case. Briatore versus Soru, champagne contro mirto, il partito anti-tasse e quello dell'«altra Sardegna», che ama Sulcis e Iglesiente e a Gavino Sanna preferisce Gavino Letta. Due visioni dell'isola; magari anche dell'Italia.

Vista dalla Costa Smeralda, di solito, se ne coglie soprattutto una. Lo sfogo di quello che un'amica chiama «Flaaavio» è stato ininterrotto, ieri sera. Attorno c'erano ballerine e aspiranti che molto si divertivano alla festa del mega-gioielliere Fawaz Gruosi, ma lui pareva in certi momenti inclinare a meditabonde serietà. Ancora rifletteva sull'appello che farà pubblicare a pagamento sul Corriere della Sera e sui giornali locali: «Se lo devono mettere in testa, io non ci sto a passare per nemico della Sardegna. Non mi possono dipingere come il facilone che stappa bottiglie di champagne e lascia i vuoti per strada. Io non sono questo, e il mio locale, il Billionaire, non è così, non significa questo per l'isola».

E nonostante non nomini mai Renato Soru, e dica anzi «non sono un politico, faccio un discorso da imprenditore, per il bene di questa terra», la campagna estiva di Briatore certi tratti, inconfondibili, li ha. Una guerra del lusso in cui con Soru sta molta intellighenzia e con «Flaaavio» le signore tutto-compreso negli albergoni, con il governatore magnati come Tom Barrack o imprenditori alla Vincenzo Onorato, quello di Mascalzone Latino, e con il padre del Billionaire una giostra festaiola e colorata, Lele Mora Simona Ventura Alba Parietti sceicchi e tricche-ballacche. Persino, alla bisogna, Mike Tyson; ovviamente Paris Hilton.

Lui, Briatore, conduce la comitiva con movenze da Capo; specie da una certa ora in poi. Ospita Silvio due volte in pochi giorni nel suo locale, e il geniale Cavaliere lo ripaga con impagabile simpatia. Ma esibisce anche, parrebbe, una foggia più riflessiva, non si vuole dire filosofica, rispetto al passato. La sua donna, Elisabetta Gregoraci, gli è al fianco, «mi ha cambiato molto». Ha influito su questa iniziativa? Forse. Molto ha inciso, dicono, l'operazione.

Così, dopo lunga preparazione, «Flaaavio» ha lanciato un contropiede che annunciava da mesi, utilizzando la tassa sul lusso anche per togliersi qualche sassolino. Briatore ci tiene, «mettere una tassa sui consumi di lusso significa favorire Francia, Spagna, Croazia, a danno della Sardegna». Punta a un futuro politico, «Flaaavio»? «No di certo», assicura, «parlo da uomo d'impresa che pensa di aver fatto del bene a quest'isola». E snocciola cifre, «ci sono due tre cose che mi stanno a cuore, come non capire che il lusso non è un peccato, aiuta chi investe in Sardegna? Come non capire che al Billionaire non siamo un'orda di vandali che seminano cocci di bottiglie di champagne vuote ma facciamo muovere l'economia? Solo nel 2005 ho pagato 135 mila euro tra tasse, Ici e diritti Siae, 36 mila euro di Irap, 350 mila euro di retribuzione a dipendenti sardi...».

Renato Soru ha però dalla sua un lavoro silenzioso che, dice l'ultimo sondaggio, il 65 per cento dei sardi gradisce. Una cordata ampia di docenti universitari, urbanisti, architetti è con lui. La stilista Krizia si fa intervistare da un giornale locale e dice «lo vorrei sindaco di Milano». Sostegni inattesi gli arrivano, tra le righe, anche da un mondo non vicinissimo: Marta Marzotto, in una sua rubrica estiva dalla Costa, ha scritto di trovarla bella come sempre, «non è vero che il turismo va via da qui, io vedo tante barche, le stesse di sempre, tanta gente».

La tassa non ha danneggiato nessuno? «Eccome se ha danneggiato» sbotta Daniela Santanchè, altra regina dell'estate di qui. Richiesta di una prova, la deputata finiana si auto-cita: «Io quest'anno non le parlo dalla Sardegna». E come lei, dice, «il 30 per cento dei villeggianti ha scelto di fuggire». Insomma, ha ragione «Flaaavio». No, replica Tom Barrack, «a Porto Cervo c'è il 30 per cento di barche in più». E le cose vanno bene a Tavolara, Cagliari, Villasimius, dove il Billionaire è lontano, si legge qualche libro ogni tanto, e ci sono, quello sì, meno inutili motociclisti acquatici e qualche donna anche non necessariamente bionda.

Tratto da: Blog